Blog

Pendenza del tetto: come fare la scelta giusta

dettaglio

Alcune osservazioni sulla forma e sulla pendenza del tetto per fare la scelta giusta in relazione ad ogni esigenza.

Dal punto di vista formale la pendenza del tetto, in architettura, dice molto sulle condizioni climatiche della zona in cui si trovano gli edifici. Oggi grazie a nuove tecnologie applicate alle coperture la scelta formale non è più totalmente vincolante dal clima, e si possono adottare soluzioni dalle forme diverse. Nella scelta del tetto bisogna valutare lo stile architettonico, i materiali che si vogliono impiegare per la copertura e la destinazione d’uso prevista per il sottotetto nonché gli ambienti interni.

Approfondiamo ora i seguenti aspetti:

– Cos’è la pendenza del tetto e come si calcola

– Pendenza del tetto piano

– Scelta del tetto

– Materiali di rivestimento e tenuta all’acqua

Cos’è la pendenza del tetto e come si calcola

La pendenza del tetto è l’inclinazione del piano di falda rispetto al piano orizzontale, si calcola come rapporto, misurato in percentuale, tra il dislivello esistente tra la linea di gronda e la linea di colmo e la loro distanza in proiezione orizzontale. Esistono tra categorie di tetto: tetto piano, tetto inclinato a falde e tetto curvo. Sull’ultima tipologia non ci soffermeremo.

Metodo di calcolo per il tetto a falde inclinate

pendenza = (AB/BC) x 100 pendenza = (2,40 / 8,00) x 100 = 30%

Una volta determinato il valore percentuale possiamo conoscere la misura dell’angolo, in gradi, applicando la seguente proporzione:

α : 90° = pendenza : 100% α = 90 x 30/100 = 27°

L’inclinazione della falda contribuisce all’allontanamento delle acque piovane e conferisce maggiore resistenza al tetto in relazione ai carichi che deve sopportare, tra i tanti neve e vento.

Pendenza del tetto piano

Anche le coperture piane rispettano una minima presenza di pendenza, questo per svolgere il ruolo fondamentale di deflusso dell’acqua dalla superficie fino agli scarichi, posti lungo il perimetro o in posizione centrale. Proprio la normativa UNI definisce tetti piani tutti quei tetti che presentano inclinazione compresa tra 0° e 3° rispetto al piano orizzontale (in percentuale minore del 5%).

I tetti piani si dividono in:

tetti piani non praticabili, quindi accessibili solo per manutenzioni

tetti piani praticabili, accessibili alle persone e dotati di pavimentazione e protezioni contro il rischio di cedimenti. Tra questi anche i tetti giardino.

Come in tutte le tipologie di tetto, anche per i tetti piani, è importante che il pacchetto tecnologico rispetti tutti i requisiti di:

  • isolamento termico
  • tenuta all’acqua
  • resistenza.

Scelta del tetto 

La scelta del tetto deve partire dall’osservazione delle condizioni climatiche del luogo. È fondamentale studiare il corretto deflusso delle acque piovane e il carico dovuto alle precipitazioni nevose nella zona dove si prevede di costruire l’edificio. Se la pendenza non è sufficiente al suo scopo si possono verificare infiltrazioni e danneggiamenti, superficiali e non solo. Qualora la forma desiderata sia in conflitto con le esigenze del luogo bisognerà adottare sistemi alternativi di compensazione o prevedere manutenzioni più frequenti.

La pendenza del tetto, o meglio della falda, determinerà l’utilizzo di certi materiali piuttosto che altri. Ci sono elementi di copertura adatti per tutte le falde, alcuni migliori per falde molto inclinate, altri ideali per inclinazioni modeste. La scelta influenzerà il materiale quanto il metodo di posa.

Possiamo aggiungere che per qualsiasi pendenza del tetto esistono pannelli fotovolaici e solari da poter integrare, abbiamo approfondito meglio l’argomento qui


Materiali di rivestimento

La scelta del rivestimento dipende dall’inclinazione della falda e dalle condizioni climatiche del luogo. Ci sono materiali per realizzare il manto di tenuta all’acqua per ogni tipologia di pendenza ed è importante verificare che il prodotto scelto sia conforme alla pendenza del tetto dell’edificio.

Vediamo i casi più frequenti:

  • Tetto in legno: pendenza minima del 30%
  • Tetto in tegole: pendenza  minima 30%
  • Tetto in coppi: pendenza minima 40%, hanno bisogno di un’inclinazione maggiore rispetto alle tegole
  • Tetto in lamiera: pendenza minima 7% (esclusi tipi particolari di lamiere utilizzabili anche con pendenze minori)
  • Tetto in guaina bituminosa o manto sisntetico: materiali idonei all’impermeabilizzazione di tetti piani. Garantiscono la tenuta all’acqua anche in totale assenza di pendenza sebbene questa sia sempre indispensabile per evitare il ristagno dell’acqua.

Indipendentemente dall’inclinazione, tutte le tipologie di tetto devono rispettare dei requisiti tecnici di isolamento termico, tenuta all’acqua, resistenza meccanica e durata nel tempo. Tra tutte la coibentazione del tetto, integrata con la ventilazione del tetto , contribuisce ad un miglior funzionamento del manufatto edilizio garantendo aspetti climatici interni migliori, nonché contribuisce ad evitare il degrado dei materiali evitandone surriscaldamenti e abbassamento delle temperature.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn