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Schema del tetto ventilato e sua costruzione

dettaglio

Un tetto ventilato si distingue dalla metodologia di costruzione seguendo lo schema del tetto ventilato che indica strato per strato il pacchetto tecnologico da utilizzare. Stiamo parlando quindi di stratigrafia di costruzione del tetto. Lo schema del tetto ventilato, come dice anche il nome, non impone materiali obbligatori da utilizzare ma piuttosto gli strati fondamentali di cui deve costituirsi il tetto ventilato, caratteristica che lo distingue dalle altre tipologie di copertura (microventilata, non ventilata, tetto piano). Anche nel caso in cui si scelgano materiali di diverso tipo, seguendo lo schema, si hanno gli stessi particolari costruttivi e si rispetta un sistema specifico per la costruzione del tetto ventilato.

Costruzione del tetto ventilato

La costruzione del tetto ventilato deve rispettare regole di procedimento ben precise, indicate nello schema del tetto ventilato. Eseguire le opere in ordine preciso è fondamentale alla resistenza del tetto e del suo funzionamento come strato isolante e protettivo.

Vediamo insieme lo schema del tetto ventilato partendo dalla parte inferiore:

  • Parte strutturale e portante del tetto
  • Parte portante del tetto ventilato
  • Barriera al vapore
  • Strato isolante
  • Guaina impermeabile
  • Intercapedine d’aria, ventilazione, realizzata con la soluzione più idonea al caso
  • Manto di copertura in coppi, tegole, pannelli o altre soluzioni.

Fondamentale per l’esistenza del tetto è la parte strutturale portante, realizzata secondo le scelte costruttive adottate per l’edificio: muratura, legno, struttura in acciaio. Indipendentemente dalla scelta tecnologica, sopra alla parte portante si troverà uno strato continuo con funzione di appoggio e sostegno a tutti gli altri strati successivi del tetto ventilato.

Sopra alla struttura portante va posizionata una barriera al vapore, con funzione proprio di ostacolo al vapore, per proteggere lo strato isolante (che si troverà sopra) dalla possibile formazione di condensa e umidità. La sua posizione è tra la casa e l’isolante per poter far funzionare al meglio la funzione isolante. Il materiale scelto per lo strato antivapore sarà a discrezione del progettista o del tecnico incaricato in base alle offerte del mercato ed alle scelte progettuali-tecnologiche.

Direttamente sopra alla barriera al vapore va posizionato l’isolante, anche questo del materiale più idoneo al progetto e su scelta libera del progettista o dell’impresa. Attenzione però, per l’isolante è importante che il materiale sia affidabile e rispetti le previsioni legislative, in modo sia da svolgere correttamente la propria funzione, sia da evitare l’introduzione di sostanze tossiche. L’isolante rende indipendente la struttura interna rispetto alle temperature esterne ed evita la formazione di muffe che possono derivare dall’umidità.

Nella parte superiore dell’isolante viene poi installata una guaina impermeabile, per impedire il passaggio di acqua e umidità. Questa guaina, composta da uno strato continuo ed omogeneo, svolge al meglio la sua funzione se non viene intaccata da forature o tagli.

Immancabile poi nella costruzione del tetto ventilato è lo strato di ventilazione, un’intercapedine d’aria di sezione variabile (minimo 550 cm2/ml) realizzabile con tecniche diverse. Tre le più note ci sono i sistemi a listelli, listelli e contro listelli o soluzioni puntiformi. Anche per quanto riguarda questo strato la scelta di posa è libera, vanno però considerati alcuni fattori che possono influenzare la resa del tetto e le scelte. I sistemi più classici a listelli, ed altri similari, necessitano di essere fissati in più punti lungo la falda, andando a forare e a compromettere la guaina impermeabile. I sistemi per la ventilazione del tetto puntiformi e ad appoggio invece non forano la guaina, essendo semplicemente ad appoggio e sostenuti da una griglia portante, e parapassero, posizionata sulla linea di gronda.

La ventilazione del tetto per essere efficace deve funzionare secondo l’effetto camini, con un tiraggio d’aria continuo. Per questo è importante che la sezione d’entrata e d’uscita dell’aria siano almeno uguali, se non una sezione maggiore quella d’uscita. Costruire un tetto ventilato garantisce un miglior

Queste sono le indicazioni per un tetto nuovo, nel caso in cui si abbia già un tetto esistente e si voglia renderlo un tetto ventilato, basterà intervenire sugli ultimi strati esterni (se il resto del tetto verte in buone condizioni). Nei casi di interventi sull’esistente si deve considerare: il peso del nuovo pacchetto tecnologico che si va a sostituire, la possibilità di recuperare i coppi esistenti (se si tratta di una copertura in coppi) e la sezione del nuovo pacchetto. Sono aspetti che vanno studiati in fase di progetto per evitare sorprese in fase di cantiere, come un eccessivo rialzo rispetto alla gronda o un aggravare del peso sulla struttura.

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