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Tetto ventilato, caratteristiche e vantaggi

dettaglio

Un tetto si definisce ventilato quando nella sua sezione è presente una ‘camera di ventilazione’ continua, un’intercapedine d’aria, tra l’isolante o la guaina e il manto di copertura. Attraverso questo spazio si crea un passaggio costante dell’aria, con ingresso dalla linea di gronda e uscita dalla linea di colmo, grazie ai moti connettivi dell’aria e del calore, il così detto ‘effetto camino’. L’effetto camino è un fenomeno termofluidodinamico che si ottiene quando un gas, in questo caso l’aria, viene riscaldato in maniera NON uniforme, cioè in una sola porzione fissa del suo volume. Questo fa si che si crei il movimento dell’aria. In un ambiente apparentemente chiuso.

Il manto di copertura viene riscaldato e questo trasmette il calore al suo interno, con la camera di ventilazione l’aria si scalda per convenzione e impedisce il passaggio diretto del calore ai materiali sottostanti. L’aria riscaldata ha una densità minore di quella non riscaldata, è quindi più leggera e tende a salire verso l’alto, spinta dall’aria esterna alla camera di ventilazione. Raggiunto il colmo l’aria esce e si mescola con quella dell’ambiente. Questo crea una depressione all’interno della camera d’aria causandone lo “svuotamento”. La pressione più bassa all’interno della camera induce il tiraggio di aria esterna, non riscaldata, che viene trascinata all’interno. Il tutto avviene ininterrottamente fino a che persiste la fonte di calore.

Caratteristiche di un tetto ventilato

Nel campo delle costruzioni si parla di micro ventilazione e ventilazione delle coperture: quale è la differenza se c’è il passaggio dell’aria in entrambi i casi? Le differenze principali si possono riassumere in due punti: dimensione della sezione areata ed i vantaggi correlati a tali dimensioni ed alla diversa portata dell’aria.

Per essere definito tetto ventilato la sezione della camera di ventilazione deve essere almeno 550 cm2/m netti, come riportato dalla NORMA UNI 9460:2008:

“Generalmente, la sezione di flusso per intercapedini utili ad ottenere la massima riduzione del flusso termico in clima estivo, nel caso di pendenze usuali in Italia (30% – 35%) e lunghezza di falda di usuali (fino a 7 m), è almeno di 550 cm² netti per ogni metro di lunghezza della falda, al di sotto della listellatura […].”

Esistono diversi modi per realizzare un tetto ventilato:

  • Con la listellatura
  • Con pannelli sagomati
  • Con sistemi puntuali di nuova generazione

Tutti questi metodo permettono di realizzare una posa ventilata con diversi vantaggi o svantaggi l’uno rispetto all’altro, che interessano: altezza del sistema, metodo di fissaggio, tempistiche di posa, peso apportato alla struttura, costo. Non esiste in definitiva un sistema corretto ed uno sbagliato, piuttosto uno più adatto ed uno meno, sempre in relazione ad ogni singolo intervento. Fattori come clima, posizione geografica, caratteristiche del tetto, incidono sempre sulla scelta del sistema da adottare.

Sempre la Norma UNI 9460:2008 riporta:

“[…] in qualsiasi tipo di copertura (isolata o no, ventilata o no) è necessario prevedere sempre una microventilazione sottotegola per evitare la persistenza di umidità, formazione di condensazioni e per prolungare la durata del sistema.”

Non esiste in definitiva un sistema corretto ed uno sbagliato, piuttosto uno più adatto ed uno meno, sempre in relazione ad ogni singolo intervento. Fattori come clima, posizione geografica, caratteristiche del tetto, incidono sempre sulla scelta del sistema da adottare. Andando a vedere da vicino due casi, la listellatura ed il piedino, si nota subito una diversa altezza dell’elemento principale che aumenta la sezione finale. Questo aspetto è molto importante soprattutto in casi di recupero e restauro dove per le caratteristiche del tetto preesistente non si deve eccedere in altezza. Quando si interviene nei restauri la ventilazione è sempre assente, è uno strato in più da integrare, e l’altezza finale gioca un ruolo importante.

La ventilazione, proprio per la natura del moto del così detto ‘effetto camino’ è un requisito dei tetti a falda inclinata. Il ragionamento per i tetti piani è diverso.

Vantaggi di un tetto ventilato

Il passaggio costante dell’aria sopra allo strato isolante contribuisce a mantenere asciutti i materiali di cui si compone la struttura del tetto ed evita fenomeni di condensa, mantenendo salubre e duraturo il pacchetto di isolante termico traspirante. Nel periodo estivo il passaggio dell’aria riduce la temperatura sotto manto causata dall’irraggiamento solare, in inverno previene la formazione di condensa sotto manto, questo garantisce anche di asciugare eventuali infiltrazioni d’acqua tutto l’anno.

Il tetto è una parte importante della casa anche per quanto riguarda il risparmio energetico nel suo insieme se ben costruito per garantire ottime prestazioni termiche. Le tecnologie costruttivi si sono evolute, e continuano a farlo, per far sì che ogni aspetto della casa renda al meglio e svolga la sua funzione negli anni.

Va detto, per concludere, che il tetto ventilato si può installare in qualsiasi soluzione costruttiva di tetto a falda, anche per tetti in legno. Le modalità di posa e gli accorgimenti saranno gli stessi, valutando sempre di volta in volta le caratteristiche peculiari della struttura della copertura, qualsiasi sia la tipologia edilizia.

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